Il ciclo annuale della vite: le fasi fenologiche

Le campagne del Lago di Garda sono l’ecosistema ideale per la crescita sana e forte della vite. Per predisporre le cure necessarie affinché la pianta sia rigogliosa e fruttifera, è importante tenere in considerazione le fasi del ciclo annuale, dette fasi fenologiche

Il ciclo vitale della vite

La pianta della vite, icona della sponde del Lago di Garda, è un essere vivente delicato e sensibile.
Il suo sviluppoè articolato su tutta la vita della pianta dal momento dell’innesto fino alla vecchiaia e ogni fase della crescita ha diverse caratteristiche:

  • Giovane età: questa fase va dal 1° al 3° anno di vita della pianta ed è caratterizzata dalla sua improduttività. Per un periodo variabile a seconda della coltura, in questi anni la vite non produce alcun frutto.
  • Età adulta: dal 4° al 6° anno la vite si trova in produttività crescente e inizia a implementare la sua produzione di uva, fino al periodo di produzione massima e costante che va dal 6° al 25° anno circa di vita.
  • Vecchiaia: dal 30° anno di vita la pianta inizia a diminuire la sua produttività.

Il ciclo annuale della vite: tutte le fasi

Oltre alla sua crescita negli anni, la vite segue delle specifiche fasi fenologiche all’interno di ogni singolo anno. La durata e il periodo di ogni fase può variare a seconda della specie della pianta, del clima e del metodo di coltivazione adottato.

Per fornire una panoramica completa di tutte le fasi fenologiche che attraversa la vite nel corso della sua vita, si prende in considerazione l’età adulta, momento in cui si trova al massimo del suo sviluppo.

Scopri le 9 fasi fenologiche della vite:

  1. Il riposo invernale
  2. Il pianto
  3. Il germogliamento
  4. La fioritura
  5. L’allegagione
  6. L’agostamento
  7. L’invaiatura
  8. La maturazione
  9. La surmaturazione

Il riposo invernale della vite

Il freddo e l’autunno inducono la pianta alla perdita delle foglie per prepararsi al periodo invernale in cui la vite si riposa e si prepara per l’anno successivo.

Il pianto della vite

L’arrivo della primavera, nel periodo tra marzo e aprile, porta nuova energia che riscalda la vite. In questa fase, si osserva il fenomeno del “pianto”: dai tagli provocati dalla potatura fuoriescono gocce la linfa. Queste “lacrime” sono sintomo della ripresa del metabolismo e della respirazione cellulare della pianta, un nuovo anno ricco di vita sta per ricominciare.

Il germogliamento della vite

Compaiono le prime gemme che pian piano danno vita alle prime foglioline. Questa fase è molto influenzata dalle condizioni climatiche: le temperature iniziano a scaldarsi e, a seconda della posizione geografica e della latitudine, si assiste al germogliamento in periodi lievemente differenti. Il clima mite e temperato delle zone del Lago di Garda offre la temperatura ideale per le gemme già nel periodo di fine marzo.

La fioritura della vite

Tra fine maggio e inizio giugno, i piccoli fiori della vite sbocciano. L’impollinazione è di tipo anemofilo, caratterizzata da una vastissima produzione di polline che inonda il vigneto. Tuttavia, freddo improvviso o forti temporali possono causare la caduta di gran parte dei fiori, con una conseguente scarsità del raccolto.

L’allegagione della vite

In questa fase, tipicamente in luglio, i fiori che sono stati impollinati si trasformano in bacche con piccoli acini. Per evitare la scarsità dei nutrienti per i futuri frutti della pianta, con un fenomeno di autoregolazione, soltanto 2 fiori su 10 generano acini. I fiori caduti al suolo determinano la “colatura”.

L’agostamento della vite

Il caldo di agosto porta con sé anche la lignificazione dei germogli, il colore verde si trasforma in marrone della corteccia. La pianta inizia l’accumulo di sostanze nutritive nei tralci, fondamentali per superare l’inverno.

L’invaiatura della vite

Nel periodo di fine agosto-inizio settembre, gli acini iniziano a maturare, crescono di dimensione e cambiano colore, rosso/nero o giallo/bianco a seconda della varietà della vite. Nonostante la sembianza invitante, l’uva presenta elevate quantità di acidi contro una bassissima concentrazione di zuccheri (poco superiori al 2%). La raccolta in questa fase porterebbe alla produzione di un vino di scarsa qualità.

La maturazione della vite

Dopo circa 30/50 giorni dall’invaiatura, l’uva è finalmente pronta per essere raccolta, gli zuccheri sono notevolmente aumentati e gli acidi scesi drasticamente. Si può dare inizio alla vendemmia, avendo cura di raccogliere prima le uve per vini come bianchi e spumanti e, solo in seguito, le uve rosse per vini corposi e invecchiati;

La surmaturazione della vite

La vendemmia avviene in un lasso temporale controllato: più ci si spinge verso l’inizio dell’autunno e più gli acini accumulano zuccheri e diventano appassiti.
Questo procedimento può essere deciso dal viticoltore: lasciare surmaturare l’uva è il procedimento essenziale per la produzione di vini dolci e passiti.

L’importanza del clima per il ciclo di vita della vite: il tepore del Lago di Garda

Il clima, la temperatura e la quantità di precipitazioni sono >fattori determinanti per la crescita sana della vite e per la produzione di uve gustose e pregiate.
Le zone più temperate, tipiche del sud Italia, sono le favorite dai viticoltori per le caratteristiche ambientali favorevoli.
Tuttavia, le campagne che circondano il lago di Garda sono diventate, nei secoli, un luogo privilegiato per le cantine, dove si è avviata la coltivazione di uve per i vini più famosi e apprezzati in tutta Italia e all’estero.
Il lago, infatti, garantisce contenuti sbalzi di temperatura durante tutto l’anno, predisponendo un clima mite e con la giusta umidità per le viti.

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